Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole – parte 3

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole   parte 3

Pensioni Inps 2012

In pensione con le vecchie regole

Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente a tale data (prima della data di entrata in vigore della manovra Monti), ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e può chiedere all’ente di appartenenza alla certificazione di tale diritto.

Le deroghe per i precari

I requisiti di pensionamento e di decorrenza della pensione, ossia la “finestra mobile” vigenti al 31 dicembre 2011 continuano ad applicarsi ai seguenti lavoratori, nei limiti delle risorse appositamente prestabilite dalla stessa manovra Monti, ancorché gli stessi requisiti sono maturati successivamente al 31 dicembre 2011:

  • ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge del 23 luglio 1991, numero 223 sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano ii all’articolo 7, commi uno e 2 della legge del 23 luglio 1991 numero 223
  • ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge del 23 luglio 1991 numero 223, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011
  • ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge del 23 dicembre 1996 numero  662 (assicurativi, bancari, ecc..), Nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la stessa data (4 dicembre 2011) il diritto di accesso dei predetti fondi di solidarietà. Read the rest of this entry »

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Attualità e Curiosità

Chi ha inventato la maionese?

Si pensa che fu Carlo di Lorena, duca di Mayenne  tra la fine del ’500 e gli inizi del ’600. Alcuni addirittura ritengono che fosse già nota all’epoca dei Romani.

Esiste l’uovo spray?

Si, e anche il cioccolato, la gelatina e il burro. Si usano nell’industria alimentare, per preparare, per esempio, croissant e torte.

Quanti insetti mangiamo con il cibo?

I cibi che portiamo in tavola contengono anche frammenti di insetti, che finiscono lì durante i processi di lavorazione.

E’ difficile stimare la quantità, ma i prodotti più a rischio sono le farine e i derivati, il cacao, il caffè e le marmellate.

La legislazione italiana, su questo punto, è vacante, anche perché zampette, ali, antenne e quant’altro non sono nocivi, non esistono quindi limiti massimi per la loro presenza nei cibi.

I limiti invece esistono negli Stati Uniti, dove gli alimenti possono generalmente contenere al massimo 50 frammenti di insetti in 50 g di prodotto.

Il metodo ufficiale per l’individuazione dei pezzettini di insetti è il “filth test“, che consiste nel prendere un campione dell’alimento, predigerito in ambiente acido, che viene sottoposto a trattamenti che isolano le impurità. Il materiale raccolto quindi viene poi disposto su un vetrino da laboratorio e osservato al microscopio. Read the rest of this entry »

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole – parte 2

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole   parte 2

Pensioni Inps 2012

In pensione con le vecchie regole

La pensione di vecchiaia contributiva

Per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dal 1 gennaio 1996 e che sono privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, la pensione di vecchiaia e di anzianità sono sostituite da un’unica prestazione: la pensione di vecchiaia contributiva.

Fino al 31 dicembre 2011 i requisiti per avere la pensione di vecchiaia contributiva sono, alternativamente, i seguenti:

  • 65 anni di età gli uomini (sessant’anni le donne del privato, 61 anni le donne del pubblico) con almeno 5 anni di anzianità contributiva, oppure
  • almeno 35 anni di anzianità contributiva e l’età anagrafica prevista per il diritto alla pensione di anzianità, oppure
  • almeno quarant’anni di anzianità contributiva, a prescindere dall’età anagrafica

Ai fini del computo dei quarant’anni di contribuzione non concorrono le anzianità derivanti da riscatto di periodi di studio e dalla prosecuzione volontaria. La riforma del 2008 (vedi legge numero 247/2007) ha però corretto il tiro circa il riscatto del periodo di studi.

Pertanto oggi pure il riscatto di laurea può essere computato ai fini del raggiungimento del requisito dei quarant’anni. Inoltre, sempre ai fini del computo dei quarant’anni di contribuzione, gli anni di attività lavorativa svolti prima del compimento dei 18 anni di età sono moltiplicati per 1,5 volte (cioè ogni anno di lavoro, vale un anno e mezzo di contribuzione).

Attenzione: affinché possa essere riconosciuta la pensione prima del compimento del 65º anno di età (sia per gli uomini che per le donne), l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 1,2 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (questo limite pari a euro 6509,88 per l’anno 2011, ossia 501,00 euro mensili. Read the rest of this entry »

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole

Pensioni Inps 2012: In pensione con le vecchie regole

Pensioni Inps 2012

In pensione con le vecchie regole

Vediamo dunque i requisiti vigenti al 31 dicembre 2011. Tre sono le tipologie di prestazioni: la pensione di vecchiaia retributiva, la pensione di vecchiaia contributiva e la pensione di anzianità.

È importante ricordare che:

  • i lavoratori neoassunti al 1 gennaio 1996 ( neoassunto sta anche per “privi di anzianità contributiva” a tale data) e quelli che optano per il nuovo sistema sono soggetti all’applicazione integrale delle nuove regole di accesso e del metodo di calcolo contributivo. In questo sistema è prevista soltanto la pensione di vecchiaia
  • i lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 sono soggette al calcolo della pensione con il cosiddetto sistema misto (cioè retributivo per la parte di pensione relativa alle anzianità maturate prima del 1996, e contributivo per quelle maturate dopo tale data) e accedono alle prestazioni 2º le regole del sistema retributivo (ammenoché non optino il contributivo integrale). Per loro è prevista sia la pensione di anzianità sia quella di vecchiaia
  • i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 rimangono soggetti all’accesso e al calcolo della pensione secondo le regole del vecchio sistema retributivo. A loro spetta ai trattamenti pensionistici di anzianità e di vecchiaia

La pensione di vecchiaia retributiva

Fino al 31 dicembre 2011 la pensione di vecchiaia retributiva si ottiene con minimo vent’anni di contributi e un’età di 65 anni per gli uomini, di 60 anni per le donne del settore privato e di 61 anni per le donne del pubblico impiego. Valgono delle deroghe. Read the rest of this entry »

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla “speranza di vita”- Conclusioni

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla “speranza di vita”  Conclusioni

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla “speranza di vita”- Conclusioni

Pensioni Inps 2012

Adeguamento alla “speranza di vita”

Il primo adeguamento, ha decorrenza dal 1 gennaio 2013, è stato ufficializzato dal decreto del 6 dicembre 2011 dal ministero dell’economia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 289 del 13 dicembre 2011.

Il provvedimento rende nota la misura della variazione medica della speranza di vita all’età di 65 anni registrata tra i 2007 e il 2010. Poiché è risultata di 5 mesi, quindi superiore alla variazione massima consentita (3 mesi) dalla legge in sede di prima applicazione, i requisiti pensionistici aumentano soltanto di 3 mesi.

I prossimi adeguamenti, triennali, ci saranno nel 2016 e 2019; successivamente, per effetto della manovra Monti, gli adeguamenti saranno biennali a cominciare dalla 2021. Read the rest of this entry »

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla “speranza di vita”

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla speranza di vita

Pensioni Inps 2012: adeguamento alla "speranza di vita"

Le pensioni Inps dal 2012

Adeguamento alla “speranza di vita”

L’adeguamento delle pensioni alla speranza di vita in poche parole consiste in questo:

Ogni 3 anni viene misurata la variazione del la probabilità che un uomo e una donna di 65 anni hanno di vivere ancora (speranza di vita). Se la probabilità cresce, cioè se aumentano gli anni ancora “attesi” di vita, anche l’età di andare in pensione si allontana dalla stessa misura, altrimenti requisiti restano invariati.

Questo nuovo automatismo triennale sarebbe dovuto scattare dal 1 gennaio 2015, ma la manovra estiva di quest’anno (vedi legge numero 111/2011) l’ha anticipato all’anno 2013.

In questo modo, dunque, nel futuro si saprà con certezza quando si inizia a lavorare (si fa per dire), ma non si saprà mai quando si potrà smettere.

Dal lontano 1992, cioè con la riforma Amato, c’è stato un graduale aumento da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini per la pensione di vecchiaia.

Con la riforma Dini prima, nel 1996, e con la riforma Maroni dopo, nel 2004, l’età per l’anzianità è salita gradualmente da 52 a 62 anni. Infine con la riforma Damiano (vedi protocollo Welfare del 2007) sono state introdotte le cosiddette “quote”.

Anche la manovra Monti, dopo quella Sacconi degli ultimi 2 anni, ha nuovamente messo mano ai requisiti di età. Tuttavia l’incertezza sull’effettiva età di pensionamento deriva dall’aver collegato automaticamente, tutte le età di tutte le pensioni all’incremento della speranza di vita, che viene accertato dall’età di Istat. Read the rest of this entry »